TUTTO IL MONDO E’ PAESE

In primo piano il portiere italiano Sirigu

In primo piano il portiere italiano Sirigu

E’ rassicurante sapere che anche in altre parti d’Europa le partite finiscono con “scambi d’opinioni” piuttosto accese.Già qualche settimana fa se ne era parlato in occasione del match di Copa Libertadores tra l’Atletico Mineiro e l’Arsenal di Sarandi, il tutto conclusosi con l’ingresso della polizia in assetto anti-sommossa e con i fucili ad altezza uomo. Non si è arrivati a tanto, questa volta, nella decisamente più mite Francia, tuttavia la sfida tra l’Evian ed il Paris Saint Germain (vinta, per la cronaca, dai parigini) si è conclusa con una maxi rissa finale. La tensione, già alta durante la partita, tira un brutto scherzo agli uomini di Ancelotti: il primo a farne le spese è Verratti che si fa cacciare dall’arbitro anzitempo. A seguire il suo esempio è poco dopo Beckham, che cerca di portare via un ginocchio ad un giocatore dell’Evian: anche per l’inglese scatta il rosso. Il clima di simpatia che si respirava durante il match ha connotato anche il classico terzo tempo, con un Sirigu che, evidentemente invidioso della sorte capitata ai suoi compagni di squadra, ha anche lui pensato bene di farsi squalificare.

Rassicurante, si diceva, sapere che non solo nel nostro caro e vecchio calcio succedono cose di questo genere. Un po’ meno rassicurante quando noti che su tre espulsi due sono italiani.

Giorgio Rea

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DOPPIO PAZZINI IN RIMONTA, IL MILAN MANTIENE IL TERZO POSTO

Sei gol e tante emozioni nel posticipo della 34esima giornata. Sotto la pioggia di San Siro il Milan ritrova il terzo posto (ceduto nel pomeriggio alla Fiorentina) grazie al 4-2 inflitto al Catania, dopo però esser stato per ben due volte in svantaggio: decisivo l’ingresso in campo di Pazzini, che entrato a metà ripresa coi rossoneri sotto 2-1, in tre minuti ha ribaltato il risultato con una doppietta da attaccante puro. Il Milan prende subito il controllo della partita grazie a pressing alto e verticalizzazioni fulminee, soprattutto sul versante desto dove Abate, Flamini e Boateng creano lo scompiglio nella difesa etnea. Il Catania si rintana da subito nella propria tre quarti cercando di ripartire in contropiede, ma il Milan non concede spazi e va più volte vicino al vantaggio, fallito per errori di misura in serie da Boateng Balotelli e Montolivo. Al primo tiro in porta i siciliani passano in vantaggio: è la mezzora infatti quando su una punizione dai 35 metri Lodi pennella al centro dove imperioso stacca di testa l’ex Legrottaglie, lasciando impietrito Amelia e ammutolito lo stadio. La reazioni dei rossoneri è furente: il portire catanese Frison – di gran lunga il migliore dei suoi – è costretto a superarsi più volte, in particolare su un bolide da punizone di Balotelli e su un sinitro secco e preciso di Boateng, toccato quel tanto che basta per deviare il pallone sulla traversa. Il meritato pareggio arriva ni chiusura di frazione: solita percussione e cross dal fondo di Abate, sponda di petto di Botaeng e destro piazzato sull’angolo opposo di Flamini. Nel secondo tempo il Catania avanza il raggio d’azione e si rende più pericoloso in ripartenza, anche se di nuovo Frison è costretto a superarsi prima sul destro dal limite di El Shaarawy e poi su un colpo di testa ravvicinato di Montolivo. Al 20′ però Catania di nuovo in vantaggio: break a centrocampo di Izco, palla a Barrientos che trova il corridoio centrale per Bergessio, lesto a infilare la difesa rossonera e superare Amelia con un delizioso “cucchiaio”. Allegri decide di infoltire il reparto offensivo, così toglie Nocerino per far posto a Pazzini. E’ la mossa giusta: il Pazzo tra il 29′ e il 32′ segna due gol quasi in fotocopia, raccogliendo le corte respinte di Frison, prima su un destro potente dai 20 metri di Balotelli, poi su una percussione di El Shaarawy. La partita in pratica finisce lì, il Catania non sembra più avere la forza per reagire mentre il Milan amministra senza problemi il vantaggio, soprattutto con Balotelli, bravissimo a tenere palla e guadagnare preziosi falli. Propio dai piedi di Super Mario nasce al 90′ l’azione del rigore, quando dopo uno scambio con Muntari viene scalciato in area da Izco: rigore nettissimo, e Balotelli si conferma infallibile spiazzando Frison per il 4-2 finale. Dopo la doppia paura il Milan può tornare a sorridere, e a difendere dalla rincorsa della Fiorentina quel fondamentale terzo posto che significherebbe preliminari di Champion’s League

Matteo Novello

IL RITORNO DI OSVALDO

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Prestazione da incorniciare quella dell’italo-argentino contro il Siena. A brillare in realtà è stata tutta la compagine giallorossa che batte i toscani 4 a 0 con le reti di Osvaldo che, colpito dalle critiche dei giorni scorsi, mette a segno una tripletta, e Lamela.

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Il bello del calcio

Ritorna il cannibalismo nello sport. Dopo il famoso orecchio addentato da Mike Tyson nel legendario incontro con Holyfield, tornano i gesti di fair play: questa volta è toccato agli amanti del pallone avere il privilegio di osservare un uomo masticare l’arto di un altro esemplare della stessa specie. Nel match di premier league tra Liverpool e Chelsea l’attaccante dei reds Suarez ha pensato bene di mordere il braccio di Ivanovich per non precisati motivi.
Le immagini fanno un certo effetto, lo stesso che, evidentemente, non ha provato l’uruguayano nell’addentare il braccio del russo.

IL PADRE DI CAVANI TUONA CONTRO L’URUGUAY

“E’ assurdo veder giocare Edi in questa squadra”. Così sentenzia inspiegabilmente Don Luis Cavani a “La voces del futbol”. Cavani senior punta il dito contro la Celeste accusandola di non essere all’altezza del talento del figlio. Ricordando pertanto al genitore dell’attaccante il palmares della nazionale sudamericana (2 titoli mondiali e 15 Copa America), viene da dire che l’Uruguay ha vinto decisamente di più dell’Olanda, squadra in cui hanno militato, solo per fare due nomi, Van Basten e Cruyff. Senza contare che l’Argentina campione del mondo nel 1986 non disponeva di un organico particolarmente forte. Certo, Edinson non è Maradona, ma cosa dovrebbero dire allora Ibrahimovic e   Shevchenko?

Giorgio Rea

Aside

Questo blog ha l’intenzione di offrire la possibilità di scrivere di calcio a chiunque ne abbia voglia. Intendo offrire uno spazio di discussione, dove esprimere le proprie idee e chiacchierare sulle partite di Serie A e Champions League. Qualora lo si ritenga opportuno si potrà anche insultare qualche arbitro, ma con moderazione. Invito pertanto chi ne abbia voglia a contattarmi per avere l’occasione di pubblicare qualcosa. Vi ringrazio