ROMA E’ GIALLOROSSA!

 

 

 

 

Alla vigilia Garcia aveva detto che un derby non si gioca: si vince. Effettivamente nel primo tempo il gioco è mancato, sia da parte romanista che laziale. Una partita bloccata, tattica. Il possesso palla della Roma, piuttosto sterile, e le ripartenze della Lazio. Il risultato: nessun tiro nello specchio della porta.

 

Altra storia nella ripresa, con la Roma che macina gioco, De Rossi, Strootman e Pjanic danno ordine alla manovra, Maicon che spinge sulla fascia costringendo Lulic ad arretrare. I giallorossi attaccano, costringono la Lazio nella propria metà campo. Poi il Balzaretti che non ti aspetti.


Totti mette in mezzo  per il terzino che col mancino colpisce il palo. Ciani mette in angolo. Le mani nei capelli, la delusione sul volto dei calciatori in campo, degli spettatori sugli spalti. Quella strana sensazione che spesso si prova nel calcio, quando sei lì, stai per segnare ma la palla non entra. Eppure il tiro c’era, era buono. Le condizioni per fare gol erano giuste, l’occasione chiara. Ma la palla non entra. Quella strana sensazione, quella regola non scritta ma ampiamente dimostrata: gol sbagliato gol subito. Quell’idea che si forma in te, più volte già provata, che per scaramanzia ricacci nell’angolo più buio, più lontano della tua mente. Quella strana sensazione che stavolta dura solo 18 secondi, il tempo di battere un calcio d’angolo. Totti scambia con Pjanic e mette in mezzo per Balzaretti, lo stesso che qualche secondo prima aveva colpito il palo, quello che ancora si dispera, con le mani nei capelli. Ecco il Balzaretti che non ti aspetti, il Balzaretti che si coordina per colpire al volo, e la colpisce bene. Tira forte, teso, come quei calciatori che sono abituati a cose del genere, come un attaccante. Il pallone supera Marchetti e finisce in fondo alla rete. La corsa sotto la curva e la commozione. “Sei diventato tutto rosso, coi capelli biondi sei diventato giallorosso vero!”. Così esplode Carlo Zampa, esprimendo quell’esultanza, quella gioia che ti fa gridare “Federico bello de casa!”.

 

La Lazio sbanda, sente il contraccolpo ma prova a fare gioco: un gioco sterile, poco efficace e sbilanciato. La Roma trova ampi spazi per il contropiede con Gervignho che corre e corre. Già! Corre. Appare evidente che il suo rapporto con il gol non sia così idilliaco. Corre e salta l’uomo, ma quando si tratta di tirare meglio che la passi a qualcun altro. Fortunatamente si cambia fascia, si va sulla sinistra, dove Totti punta Diaz, entrato da qualche minuto. Il difensore lo abbatte da ultimo uomo: è rosso e Lazio in 10.

Poi Ljajic si addentra in area, manda in confusione 2 difensori e viene messo giù: rigore e trasformazione dello stesso Ljajic per il 2 a 0 conclusivo.

 

Si è parlato molto di questo derby. Si è parlato di rivincita, visto quanto successo il 26 maggio, la finale, la coppa, l’accesso in Europa. Hanno però ragione i laziali quando dicono che questo derby non può essere una rivincita. Non è stata una finale, non aveva altro in palio che i 3 punti. “Te l’avemo alrzata ‘n faccia”. Hanno ragione. L’hanno vinta loro. Ma li ringrazio per questo. Li ringrazio perché continuano a pensare a quello, come se nulla fosse successo dopo quello. Come se non ci fosse stata la finale di Supercoppa, come se non ci fossero stati gli 8 gol della Juve in due partite, come se la classifica gli desse ragione. Li ringrazio perché ogni volta che mi abbiano dato un dispiacere, un dolore, un motivo per cui rosicare, alla fine, puntualmente, inesorabilmente, fanno di tutto per cancellarlo. Un po’ come la risata di Benatia che deride Gonzalez finito sui cartelloni. Continuassero pure a ricordare il 26 maggio, se questo li aiuta a non pensare che intanto la Roma è prima a punteggio pieno e che prima o poi ci sarebbero stati altri derby. Per utilizzare le parole di Garcia: se affronti un derby così non solo non lo vinci, ma neanche lo giochi.

Giorgio Rea

RIPARTE IL CAMPIONATO: DOPO 2 GIORNATE ROMA E INTER IN TESTA

 

 

 Dopo una lunga estate, caratterizzata dal valzer di allenatori e da grandi colpi di mercato, finalmente riparte il campionato. Conferme e sorprese in queste prime 2 giornate, soprattutto per quanto riguarda Roma ed Inter che, pur condividendo con Napoli Fiorentina e Juve, si ritrovano al comando della classifica. Certamente gli avversari sino ad ora affrontati, soprattutto per i giallorossi, non hanno rappresentato fonti di grosse preoccupazioni, ma quello che va sottolineato per entrambe è il miglioramento in fase difensiva: ancora inviolate le porte difese da Handanovic e De Sanctis.


 

L’Inter viaggia a punteggio pieno dopo le vittorie contro Genoa e Catania. Nonostante il 2-0 finale, contro gli uomini guidati da Liverani non si è visto quel gioco predicato da Mazzarri negli anni precedenti. Una squadra contratta che tuttavia ha saputo sfruttare le occasioni nei momenti decisivi. Decisamente meglio invece al Massimino, dove i nerazzurri si sono imposti per 3-0 sugli etnei con reti di Palacio e Nagatomo (a segno anche contro il Genoa) ed Alvarez.

 

Discorso simile quello per la Roma che si impone sul Livorno con una prestazione per la verità non molto brillante, ma che cresce notevolmente contro il Verona nell’ultima giornata. Il segnale sino ad ora migliore dei giallorossi è sicuramente la difesa che sembra finalmente aver trovato la concentrazione giusta. Meglio anche dal punto di vista del gioco: nuovi e vecchi interpreti assecondano bene le idee di Garcia.

 

Bene anche la Fiorentina che impressiona contro il Genoa vincendo per 5-2: le doppiette di Gomez ed un ritrovato Rossi fanno sognare il popolo viola.

 

Ovunque sia andato, per il momento, Benitez ha sempre vinto qualcosa. Sembra che questo possa valere anche quest’anno, visto il potenziale sin ora espresso dal Napoli: 3-0 al Bologna e 4-2 al Chievo. Gli acquisti estivi stanno mostrando tutto il loro valore e hanno rafforzato una rosa che ora fa davvero paura.

 

Conferme arrivano dalla Juve che vince a Marassi per 1-0 e sotterra la Lazio per 4-1. Quella di Conte è una macchina ben oliata, resa più forte dai vari acquisti, Tevez su tutti.

Parte invece male il Milan, con la sconfitta nella prima giornata ad opera del Verona di Toni, mentre si impone sul Cagliari per 3-1. Non solo, in queste ore è sbarcato in Italia Kaka, che torna in rossonero dopo la parentesi di Madrid.

 

Giorgio Rea