TUTTI PAZZI PER LA ROMA! C’E’ POI CHI E’ PIU’ PAZZO DI ALTRI

 Si sa, quando qualcosa ha successo un po’ tutti cominciano a parlarne: che se ne parli bene o male l’importante è che se ne parli, sentenziava più o meno così il buon Oscar Wilde. E’ quanto sta succedendo per la Roma, che dopo le 9 vittorie di fila ha attirato su di se’ l’attenzione di più o meno esperti di calcio, me compreso.


 Succede, per esempio, che Lotito spieghi i successi dei giallorossi grazie al calcio mercato della Roma. Calcio mercato inteso però no come compravendita di giocatori, ma di maghi. Si, si! Maghi! Secondo il presidente della Lazio infatti, alle dipendenze di Pallotta ci sarebbero anche 5 maghi, appunto, che lavorano tra Trigoria e Stadio Olimpico. Sarebbe soprattutto grazie al loro influsso, al loro potere, che la Roma vince.

Poi parla chi non ti aspetti, la CNN, gli americani. Ora, fermo restando che la CNN è un grande network e che Pallotta è americano, questo però è un caso, sarebbe da chiedersi: da quando gli americani capiscono di calcio? Non erano loro che nel 2006, alla vigilia della partita contro l’Italia ai mondiali, affermavano di non poter concepire uno sport che potesse finire 0-0? Non lo aveva detto Bush? Vabbè, evidentemente nel villaggio globale è più facile diventare esperti (guardare me che ho la pretesa di esprimere opinioni in rete). Ah no! Aspetta un po’… hanno consultato un esperto di calcio italiano: Tor-Kristian Karlsen. Ci si può chiedere perché un norvegese dovrebbe essere un esperto di calcio italiano, ma non è mia intenzione. Fatto sta che anche loro individuano il motivo del successo della Roma in 5 ragioni.

Rudy Garcia, “nuovo allenatore arrivato in sordina ad inizio estate, finito sulla panchina giallorossa quasi per caso, dopo che altre trattative erano sfumate. Una soluzione però rivelatasi tutt’altro che di ripiego. Non a caso il tecnico transalpino viene definito nel pezzo della Cnn come “inspiegabilmente snobbato” dal calcio che conta, almeno sino all’arrivo in Italia, nonostante gli ottimi risultati ottenuti in patria. Un allenatore che alcuni suoi ex collaboratori accostano allo Special One José Mourinho, specie nel lavoro sull’attenzione difensiva” (si legge su rainews24).

Il mercato estivo. Effettivamente le cessioni di Lamela e Marquinhos hanno portato in cassa soldi poi spesi per acquisti importanti come Liaijc, Benatia, Maicon e….

Gervinho, voluto fortemente da Garcia, che in questo inizio campionato sta facendo vedere cose straordinarie.

La solidità difensiva: un gol subito in 9 partite è un dato che parla da solo.

Totti, ancora Totti e sempre Totti. Il capitano, un monumento che, come confermano gli americani, qualora ce ne fosse bisogno, fa ormai parte del landscape della Capitale. 3 gol, 6 assist e, per citare Brusco, numeri su numeri che non credo ai miei occhi.

Personalmente tra i motivi ci metterei anche un bel gioco, così, per dire. Comunque, quali che siano le ragioni, si spera che si continui così, anche con i maghi!


Giorgio Rea

LUCI A SAN SIRO

 

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Uno spettacolo è andato in scena sabato sera a milano. Non è stato un concerto di Vecchioni, come il titolo potrebbe suggerire. Ma se si vuole trovare un’analogia con il mondo musicale, si può dire che gli spettatori hanno assistito ad un’esecuzione perfettamente eseguita da un’orchestra guidata da due persone.

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ROMA E’ GIALLOROSSA!

 

 

 

 

Alla vigilia Garcia aveva detto che un derby non si gioca: si vince. Effettivamente nel primo tempo il gioco è mancato, sia da parte romanista che laziale. Una partita bloccata, tattica. Il possesso palla della Roma, piuttosto sterile, e le ripartenze della Lazio. Il risultato: nessun tiro nello specchio della porta.

 

Altra storia nella ripresa, con la Roma che macina gioco, De Rossi, Strootman e Pjanic danno ordine alla manovra, Maicon che spinge sulla fascia costringendo Lulic ad arretrare. I giallorossi attaccano, costringono la Lazio nella propria metà campo. Poi il Balzaretti che non ti aspetti.


Totti mette in mezzo  per il terzino che col mancino colpisce il palo. Ciani mette in angolo. Le mani nei capelli, la delusione sul volto dei calciatori in campo, degli spettatori sugli spalti. Quella strana sensazione che spesso si prova nel calcio, quando sei lì, stai per segnare ma la palla non entra. Eppure il tiro c’era, era buono. Le condizioni per fare gol erano giuste, l’occasione chiara. Ma la palla non entra. Quella strana sensazione, quella regola non scritta ma ampiamente dimostrata: gol sbagliato gol subito. Quell’idea che si forma in te, più volte già provata, che per scaramanzia ricacci nell’angolo più buio, più lontano della tua mente. Quella strana sensazione che stavolta dura solo 18 secondi, il tempo di battere un calcio d’angolo. Totti scambia con Pjanic e mette in mezzo per Balzaretti, lo stesso che qualche secondo prima aveva colpito il palo, quello che ancora si dispera, con le mani nei capelli. Ecco il Balzaretti che non ti aspetti, il Balzaretti che si coordina per colpire al volo, e la colpisce bene. Tira forte, teso, come quei calciatori che sono abituati a cose del genere, come un attaccante. Il pallone supera Marchetti e finisce in fondo alla rete. La corsa sotto la curva e la commozione. “Sei diventato tutto rosso, coi capelli biondi sei diventato giallorosso vero!”. Così esplode Carlo Zampa, esprimendo quell’esultanza, quella gioia che ti fa gridare “Federico bello de casa!”.

 

La Lazio sbanda, sente il contraccolpo ma prova a fare gioco: un gioco sterile, poco efficace e sbilanciato. La Roma trova ampi spazi per il contropiede con Gervignho che corre e corre. Già! Corre. Appare evidente che il suo rapporto con il gol non sia così idilliaco. Corre e salta l’uomo, ma quando si tratta di tirare meglio che la passi a qualcun altro. Fortunatamente si cambia fascia, si va sulla sinistra, dove Totti punta Diaz, entrato da qualche minuto. Il difensore lo abbatte da ultimo uomo: è rosso e Lazio in 10.

Poi Ljajic si addentra in area, manda in confusione 2 difensori e viene messo giù: rigore e trasformazione dello stesso Ljajic per il 2 a 0 conclusivo.

 

Si è parlato molto di questo derby. Si è parlato di rivincita, visto quanto successo il 26 maggio, la finale, la coppa, l’accesso in Europa. Hanno però ragione i laziali quando dicono che questo derby non può essere una rivincita. Non è stata una finale, non aveva altro in palio che i 3 punti. “Te l’avemo alrzata ‘n faccia”. Hanno ragione. L’hanno vinta loro. Ma li ringrazio per questo. Li ringrazio perché continuano a pensare a quello, come se nulla fosse successo dopo quello. Come se non ci fosse stata la finale di Supercoppa, come se non ci fossero stati gli 8 gol della Juve in due partite, come se la classifica gli desse ragione. Li ringrazio perché ogni volta che mi abbiano dato un dispiacere, un dolore, un motivo per cui rosicare, alla fine, puntualmente, inesorabilmente, fanno di tutto per cancellarlo. Un po’ come la risata di Benatia che deride Gonzalez finito sui cartelloni. Continuassero pure a ricordare il 26 maggio, se questo li aiuta a non pensare che intanto la Roma è prima a punteggio pieno e che prima o poi ci sarebbero stati altri derby. Per utilizzare le parole di Garcia: se affronti un derby così non solo non lo vinci, ma neanche lo giochi.

Giorgio Rea

RIPARTE IL CAMPIONATO: DOPO 2 GIORNATE ROMA E INTER IN TESTA

 

 

 Dopo una lunga estate, caratterizzata dal valzer di allenatori e da grandi colpi di mercato, finalmente riparte il campionato. Conferme e sorprese in queste prime 2 giornate, soprattutto per quanto riguarda Roma ed Inter che, pur condividendo con Napoli Fiorentina e Juve, si ritrovano al comando della classifica. Certamente gli avversari sino ad ora affrontati, soprattutto per i giallorossi, non hanno rappresentato fonti di grosse preoccupazioni, ma quello che va sottolineato per entrambe è il miglioramento in fase difensiva: ancora inviolate le porte difese da Handanovic e De Sanctis.


 

L’Inter viaggia a punteggio pieno dopo le vittorie contro Genoa e Catania. Nonostante il 2-0 finale, contro gli uomini guidati da Liverani non si è visto quel gioco predicato da Mazzarri negli anni precedenti. Una squadra contratta che tuttavia ha saputo sfruttare le occasioni nei momenti decisivi. Decisamente meglio invece al Massimino, dove i nerazzurri si sono imposti per 3-0 sugli etnei con reti di Palacio e Nagatomo (a segno anche contro il Genoa) ed Alvarez.

 

Discorso simile quello per la Roma che si impone sul Livorno con una prestazione per la verità non molto brillante, ma che cresce notevolmente contro il Verona nell’ultima giornata. Il segnale sino ad ora migliore dei giallorossi è sicuramente la difesa che sembra finalmente aver trovato la concentrazione giusta. Meglio anche dal punto di vista del gioco: nuovi e vecchi interpreti assecondano bene le idee di Garcia.

 

Bene anche la Fiorentina che impressiona contro il Genoa vincendo per 5-2: le doppiette di Gomez ed un ritrovato Rossi fanno sognare il popolo viola.

 

Ovunque sia andato, per il momento, Benitez ha sempre vinto qualcosa. Sembra che questo possa valere anche quest’anno, visto il potenziale sin ora espresso dal Napoli: 3-0 al Bologna e 4-2 al Chievo. Gli acquisti estivi stanno mostrando tutto il loro valore e hanno rafforzato una rosa che ora fa davvero paura.

 

Conferme arrivano dalla Juve che vince a Marassi per 1-0 e sotterra la Lazio per 4-1. Quella di Conte è una macchina ben oliata, resa più forte dai vari acquisti, Tevez su tutti.

Parte invece male il Milan, con la sconfitta nella prima giornata ad opera del Verona di Toni, mentre si impone sul Cagliari per 3-1. Non solo, in queste ore è sbarcato in Italia Kaka, che torna in rossonero dopo la parentesi di Madrid.

 

Giorgio Rea

Mercato allenatori: cambia la goeografia delle panchine

Ore decisive per il waltzer degli allenatori: coinvolte le panchine di Roma, Milan, Napoli ed Inter. Moratti sembra ormai deciso a mettere fine al rapporto con Stramaccioni. Il patron nerazzurro sta meditando per la panchina a Walter Mazzarri o al ritorno di Mancini, esonerato dal City.
Manca solo l’ufficialità per l’addio tra Allegri ed il Milan: la società punta sull’ex Seedorf mentre il tecnico livornese andrà alla Roma.
De Laurentis è a Londra per trattare la cessione di Cavani (contropartita tecnica Djeko). Per il tecnico si parla di Benitez o Mancini dopo la separazione con Mazzarri.

Giorgio Rea

JUVE CAMPIONE D’ITALIA- risultati di oggi

Risultati:

Udinese-Samp 3-1 (Di Natale, Martins, Di Natale, Muriel)

Milan-Torino 1-0 (Balotelli)

Catania-Siena 3-1 (Bergessio 14′, 52′, 71′)

Genoa-Pescara 4-1 (F. Flores, Borriello 30′, 54′, Sculli, Bertolacci)

Juventus-Palermo 1-0 (Vidal)

Lazio-Bologna (Klose, Hernanes, Klose 36′, 39′, 50′, 61′)

Parma-Atalanta 2-0 (Parolo, Biabiany)

Ancora uno scudetto per la Juve, il 29esimo (sebbene molti tifosi lo considerino il 31esimo), dopo la vittoria di misura sul Palermo: bastava un punto alla squadra di Conte per aggiudicarsi il titolo. La rete di Vidal al 59′ permette ai bianconeri di festeggiare con 3 giornate d’anticipo.

In zona Champions, di misura anche la vittoria del Milan che, con super Mario, supera il Torino per 1-0. I rossoneri non sprecano l’occasione di allungare in classifica dopo la sconfitta della Fiorentina contro la Roma: ora a +4 sugli uomini di Montella. Si complica quindi la qualificazione per l’Europa che conta per i viola, mentre impossibile appare la rincorsa della Roma alla rassegna continentale.

Ancora da decidere la zona Europa League, con Fiorentina a 61, Roma 58, Udinese 57, Lazio 55 e più indietro l’Inter a 53 punti. Lazio e Udinese che quindi rimangono attaccate in classifica dopo le vittorie per 6-0 contro il malcapitato Bologna (con la cinquina di Klose), e per 3-1 ai danni della Samp al Friuli.

Accesa anche la lotta per non retrocedere che coinvolge Siena, Palermo, Genoa, Torino e Sampodoria.

Giorgio Rea